“ Le categorie da difendere e salvaguardare sono quelle delle partite Iva”: Berlusconi 1994? No Paolo Coppola onorevole Pidi, 2017, Messaggero Veneto. Vent’anni sono il tradizionale lasso di tempo con cui gli eredi del partito comunista comprendono, a furia di batoste elettorali, verità evidenti a tutti e in genere sostenute dal centrodestra tra le loro urla e i loro insulti feroci. Quindi, un altro contrordine compagni: le partite Iva fono a ieri covo di evasori, ladri, affamatori, bugiardi, beveri destrorsi, sono il nostro nuovo target. Burocrazia al macero come è successo, detto fatto, alla dg dell’Insiel, rottamata dopo solo due anni. Ecco come l’onorevole Coppola filosofeggia sulle pagine del Messaggero Veneto in uno sfacciato mea culpa recitato sulle macerie di ciò che resta del Renzismo e della sua massima sostenitrice, Serracchiani. E’ la prova che il Pd nella nostra regione in particolare ha sbagliato veramente tutto. La prova di una confusione totale. Roba da piangere: già fatto. Coppola continua giustificando le sgangherate riforme della giunta Serracchiani con quella che definisce “immobilismo della giunta precedente”, mentre anche i sassi sanno che il demone riformista che ha appitonato questa giunta fallimentare era semplicemente la fretta della Serracchiani di portare qualche riformetta al cospetto del Giglio Magico a Roma in vista di qualche promozione che se le cose fossero andate bene ( vedi referendum) ci avrebbero privato della sua augusta presenza. Riforme fatte sulla pelle dei cittadini, che hanno risposto, con un unanime rifiuto a rivotare una sinistra ormai trasformata in mero poltronificio.
A.R.